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Prestito vitalizio ipotecario di Intesa Sanpaolo, cos’è e come funziona

Normato dalla Finanziaria del 2006, ma rimasto sostanzialmente lettera morta, il prestito vitalizio ipotecario potrebbe entrare da quest’anno in una nuova fase, se le novità introdotte dal decreto del ministero dello Sviluppo economico daranno i frutti sperati. Tra i primi istituti a impegnarsi in tal senso c’è Intesa Sanpaolo, con PerTe Prestito Vitalizio.

La platea interessata è costituita da chi ha una casa di proprietà e ha superato i 60 anni. Costoro potranno ipotecare un immobile residenziale e ricevere in cambio una somma calcolata in funzione dell’età e del valore dell’immobile.

Si tratta di una pratica comune nel mondo anglosassone. Si differenza dalla nuda proprietà, perché il venire a mancare del richiedente il finanziamento non cambia l’appartenenza dell’immobile.Questa rimane in capo agli eredi, così come il debito da estinguere.La banca di piazza San Carlo ha pensato a una forma di tutela nel caso si tratti dei figli, chiamati a firmare una “lettera di consapevolezza” quando il loro congiunto fa domanda per avere un prestito.

“Il coinvolgimento dei figli maggiorenni nel processo di offerta – spiega Paolo Melone, responsabile Ufficio Prestiti e Mutui del Gruppo Intesa Sanpaolo – è coerente con l’obiettivo di rendere consapevoli tutti i possibili attori sulle caratteristiche del finanziamento e sul loro ruolo, in particolare l’aver compreso le modalità di rimborso del finanziamento. La scelta è anche in linea con l’obiettivo di rendere il PerTe Prestito Vitalizio una valida e innovativa soluzione di finanziamento per la solidarietà tra genitori e figli. Il coinvolgimento dei figli è obbligatorio così come la condivisione della scelta fatta dai genitori.”

La differenza, rispetto a un normale mutuo ipotecario, è che il debito contratto non viene estinto con restituzione a rate di capitale e interessi. La decisione di porvi fine può venire, per contro, da parte di chi lo ha sottoscritto. In qualsiasi momento e senza il pagamento di penali. Se ciò non avviene, assieme alla proprietà sarà ereditato il debito. Che varia non solo in base alla cifra ottenuta, ma anche al tempo decorso da quando è stato acceso, dato che gli interessi si capitalizzano. Sempre uguale, invece, è il tasso di interesse, determinato nel 4%, assai più elevato di quelli che si ottengono oggi per un mutuo, dato il maggior grado di rischiosità per le banche dell’investimento.

La cui restituzione da parte degli eredi può diventare particolarmente onerosa. Un finanziamento da 100.000 euro, dopo dieci anni, significa dover rimborsare quasi 150.000 euro. Ma esiste anche l’alternativa di lasciare alla banca la possibilità di vendere l’immobile fornito in garanzia. In questo caso nulla sarà più dovuto, se il prezzo di realizzo dovesse risultare inferiore al debito. Per contro, ogni eventuale eccedenza verrà restituita. La decisione va presa entro 12 mesi.

Il “loan to value” (quota dell’ammontare del prestito rispetto al valore stimato dell’immobile) va dal 24% (per i 60enni) al 60% (dagli 84 ai 90anni), salendo all’aumentare dell’età. La minore aspettativa di vita, infatti, consente di elargire una cifra più cospicua, contando sul fatto che meno interessi andranno a sommarsi a essa. È previsto, comunque, un minimo di 30.000 e un massimo di 400.000 euro. Il valore della casa, che deve essere a uso residenziale, viene stimato da una perizia che tiene conto delle sue condizioni e del contesto immobiliare in cui è inserita.

La platea potenziale di destinatari è di oltre 8 milioni. “Un patrimonio immobilizzato che può̀ trasformarsi in una risorsa immediatamente fruibile” spiega una nota di Intesa Sanpaolo. “Tra i nostri obiettivi – sostiene Melone – c’è quello di proporre sempre nuove soluzioni per rispondere alle esigenze dei clienti, tenendo conto anche del contesto socio-economico di riferimento, che nel caso specifico è relativo a una sempre maggiore presenza di clientela senior in molti casi proprietaria di immobili che possono essere di aiuto in un’ottica di solidarietà intergenerazionale. I primi riscontri alla nuova soluzione sono positivi e diverse sono già state le manifestazioni di interesse da parte della clientela”.

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L'autore
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